
“Nel momento delicato che stiamo vivendo è importante rimanere uniti e l’Eva Alpago è un esempio di coesione per tutto il territorio”. Questo il messaggio del vescovo di Belluno-Feltre durante l’omelia della messa da lui presieduta nell’autorimessa delle ambulanze presso la sede di Puos d’Alpago il 29 dicembre scorso, giorno del decennale di fondazione dell’Eva. Alla celebrazione eucaristica – posta significativamente al termine della visita pastorale di monsignor Andrich nelle parrocchie di Tambre, Borsoi e Spert-Valdenogher – hanno preso parte i sacerdoti della forania, gli amministratori locali, i volontari dell’Eva e tanta gente comune. Partendo dalle letture, il vescovo ha invitato tutti ad assumere lo stile di Gesù, carico di amore genuino, umile, riservato, rispettoso della dignità di chi soffre: esattamente lo stile che hanno e sono chiamati ad avere coloro che si dedicano al volontariato.
Secondo il presidente dell’associazione, Angelo Bortoluzzi, l’Eva “ha contribuito a migliorare il tessuto sociale della Conca”. Tale giudizio è stato confermato da colui che scherzosamente si è definito “ostetrico, neonatologo e pediatra dell’Eva”, il dottor Angelo Costola, già primario del Suem 118, che dieci anni fa promosse, incoraggiò e sostenne la nascita dell’associazione: “Il volontariato in Alpago è genuino, privo di quei secondi fini che in altre realtà italiane corrispondono al tentativo di farsi assumere dall’ente pubblico”.

Se da un lato l’associazionismo è “un elemento sempre più essenziale per gli enti pubblici che fanno sempre più fatica a compiere il loro dovere” – come ha affermato il presidente della comunità montana dell’Alpago, Alberto Peterle –, dall’altro il presidente del Csv-Comitato d’Intesa non nasconde le difficoltà cui il volontariato andrà incontro nel prossimo futuro. “Le banche hanno ridotto del 48 per cento i contributi per il finanziamento di progetti a favore del volontariato”, ha affermato Zampieri; “ciò significa che dovremo aumentare ulteriormente il nostro impegno per soddisfare bisogni sempre crescenti. Lo si potrà fare sentendoci uniti e sensibilizzando l’opinione pubblica”.
La festa dell’Eva è culminata con la consegna delle targhe ricordo innanzitutto ai soci fondatori: Eugenio Paladini, Luigi De Felip, Gianluca Dal Borgo, Giovanni Bortoluzzi, Giovanni Locatello, Desiree Dal Borgo, Cristian Barattin, Vittorio Stoka, Adamo Lavina, Lucio Favero, Alvise Fullin, Antonello Tollot, Serena D’Alpaos. Un grazie sentito è andato anche a quelle associazioni che nei due anni precedenti la fondazione contribuirono a sostenere l’iniziativa: i cinque gruppi Abvs dell’Alpago e i volontari del sangue di Forno di Zoldo, l’ambulanza delle Misericordie di Longarone, gli amministratori dell’Alpago. A questi si aggiungono le collaborazioni con la protezione civile, i vigili del fuoco volontari di Pieve, il soccorso alpino, il coro parrocchiale di Pieve – che ha animato la messa –, il coro Monte Dolada e la Fanfara alpina di Borsoi – che hanno allietato la festa –, il Rugby Alpago, che ha dato il supporto logistico per il momento conviviale offerto a tutta la popolazione.


